A Step to Delirium

Siete giovani.. siete veramente ad un passo dal delirio?
Spetta al pubblico deciderlo. Questo nome è nato un po’ a caso, quindi ogni volta che riceviamo una domanda a riguardo rispondiamo sempre in tal modo.

Sarà forse colpa della musica che ascoltate? A proposito cosa vi piace?
Ce n’è per tutti i gusti. Rob e Daniele (il primo essendo un recensore di dischi, il secondo studiando musica in tutte le sue sfaccettature) ascoltano di tutto e di più. Brian e Lorenzo sono un po’ più orientati sul jazz-blues, invece, ma non sono classificabili come “narrow minded”, per capirci.

Nonostante siate un gruppo di recente formazione avete un suono molto legato a sonorità Rock n roll e Blues.
La musica ultimamente va sempre di più sull’elettronica. Cosa ne pensate?
In realtà di Blues non è rimasto nulla nel nostro sound. Il nostro nuovo disco è un rock nudo e crudo, da veri badass. Che buona parte della musica rock si stia facendo influenzare dall’elettronica è un dato più che ovvio e scontato, ma a volte gli esiti possono essere positivi come anche disastrosi. Un esempio che ci viene in mente così dal nulla è l’ultimo disco dei Bloc Party.

Le mode vanno e vengono. Tornerà mai di moda il Rock n Roll suonato come negli anni 70?
Potrebbe, ma il fatto che due mesi fa Ziggy Stardust sia ritornato su Marte di certo non aiuterà.

Suonate insieme da 5 anni circa. Cosa avete prodotto fino ad oggi? Cosa pensate del vostro percorso?
Se è vero che il tempo è denaro forse abbiamo sprecato un sacco di soldi. Scherzi a parte, abbiamo pubblicato un EP nel 2012 ed abbiamo pronto il nostro primo disco di inediti (12/13 brani). Dal Novembre scorso siamo stati costretti al nostro secondo cambio di batterista, ma nel corso degli anni le cose non hanno fatto altro che migliorare. Se consideriamo il fatto che abbiamo letteralmente imparato a suonare i rispettivi strumenti insieme, aver aperto il concerto di Eugenio Finardi, ad esempio, non è poi così male.

Di cosa parlano le vostre canzoni?
Storie di vita vissuta per finta, amori, teenage riots ed insicurezza giovanile.

Cantare in inglese è una scelta scontata per chi fa musica Rock?
Spontanea sì, scontata assolutamente no. Per alcuni cantare in italiano è anche una scelta più che opportunistica, ma secondo noi deriva comunque dal background musicale che ognuno ha all’interno del gruppo. Se nasci tondo non muori quadrato, c’è poco da fare.

Quali sono le vostre aspettative per il futuro?
Trovare il modo per campare di musica in Italia, vista la nostra attitudine, ci sembra abbastanza utopico. Magari chi lo sa, facendo un salto all’estero forse saremo fortunati, niente è mai detto. Ah, tra le altre cose avremmo anche una laurea a testa da prendere…

I vostri progetti?
Incidere nel modo più pignolo e meticoloso possibile un primo album che abbia gli attributi. Dopodiché, suonarlo il più possibile in giro per l’Italia, ovvio!

In tutte le interviste che ho fatto, tutte le band hanno dichiarato apertamente guerra e odio verso i Talent Show. Ma cavoli.. eppure c’è tanta gente che fa 10 ore di coda per fare un audizione. Voi cosa ne pensate?
È come ritrovarsi in un macello, dove gli scarti vengono tritati e impastati insieme ad altri e resi fenomeni del web, un po’ come la mortadella sempre in offerta; la “carne buona” viene comunque macellata e distribuita nelle migliori case discografiche, o per continuare il paragone, nelle migliori macellerie. I piccoli artisti che sono lì fuori insieme a noi a farsi il culo vengono sempre più oscurati, forse qualcosa è andato storto. L’unica nota positiva in tutta questa “catilinaria” è il nostro fratello bolognese Osc2x, che quest’anno ha dimostrato di essersi spaccato il culo per davvero nella sua vita musicale, ma lo ha fatto in televisione.

Cosa manca al vostro progetto per essere di successo?
Testi in italiano, un bassista meno grezzo e una quindicina di long island in sala prove. Per quanto delle prime due possiamo anche fare a meno, forse…

L’idea primordiale del progetto A Step To Delirium risale a Gennaio 2011, quando Roberto Mencarelli, bassista e prima voce, e Filippo “Brian” Apostolico, chitarra, arruolano prima il batterista Mattia Minelli e in seguito Lorenzo Flavi alla chitarra e cori.

Il gruppo si dedica inizialmente ad un repertorio di cover blues e rock anni ‘70/’80, in seguito inizia a sentire l’esigenza di comporre pezzi propri.

Il 17 Gennaio 2013 rilasciano "First Step", il loro primo EP, registrato in presa diretta e in analogico al Raw Tape Studio di Perugia.

Nel Gennaio 2015, vista l’uscita del precedente batterista, entra in formazione Riccardo Soldesti. Il 1 Marzo è stato rilasciato il singolo RUNAWAY! con annesso videoclip.

La band sta lavorando al disco d’esordio, con il nuovo batterista Daniele.

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