Alice and Sons

Alice And Sons.. Batterista donna..? Wow solo per questo mi viene voglia di farvi qualche domanda.
E’ una formazione piuttosto rara, ma vedo che il nome della Band deriva proprio dal suo nome. Direi quindi insostituibile?
Non ci piace pensare alla divisione di ruoli dal punto di vista sessuale. Alice è nostra collega musicista e nostra pari. È di certo fantastico il fatto che per noi rappresenti anche la volontà femminile di farsi strada in un mondo fortemente sessualizzato. Il nostro nome in realtà non è tanto incentrato su di lei quanto su di noi: il messaggio è semplice, siamo una famiglia e lei è la nostra mamma

Ho letto su un Social una vostra frase.. Il nostro CD è quasi pronto. Se vi state chiedendo il perché di tanto tempo, la risposta è semplice: #siamopoveri . I soldi sono veramente l’unica risposta?
Sembra una frase stupida ma i soldi servono. Chi pensa il contrario spesso li ha già. Immaginatevi ad esempio la situazione in cui volete registrare il vostro cd e vi trovate nello studio super lussuoso con il fonico esperto che in due minuti vi rimette a tempo le tracce e vi corregge la voce. Ecco, noi in realtà ci siamo trovati in una situazione opposta, carenza di materiale, di strumenti adeguati e di qualcuno che ci seguisse. Questo ci ha portato ad un ciclo che ci ha richiesto davvero troppo tempo ed energie. Per non parlare del materiale live; chi mi dice che suonare una vera Gibson al posto della copia cinese non cambi nulla, beh amico stappati le orecchie.
Tutto quello che possediamo lo abbiamo guadagnato grazie ad un sacco di live che ci siamo procurati spaccandoci di lavoro e ne andiamo davvero fieri.

Suonate insieme dal 2012. Avete raccolto meno o di più rispetto a quello che avete seminato? Potete ritenervi soddisfatti?
Dal punto di vista della musica siamo sicuramente migliorati, un sacco, ma penso che questo sia scontato, se c’è impegno e passione si migliora in tutto. Dal punto di vista economico penso che quando guadagneremo i primi 5 euro a testa (invece di investirne e basta) farò una festa, e siete tutti invitati.
Ah ovviamente l’unica cosa che davvero ci sprona ogni volta è il pubblico, abbiamo un sacco di persone che ci vengono a vedere e spesso si chiacchiera di mille cose prima e dopo dei concerti.
Considera che per sponsorizzare gli eventi e socializzare con la gente che viene a sentirci compriamo delle birre e le offriamo a chiunque, quando offri una birra ad un uomo può non diventare un tuo amico? La musica è anche questo per noi, tanti amici, una famiglia.

Come si può definire la vostra musica?
Prima di fare questo CD avevamo preso una specie di foglio e ci avevamo scritto tutti i nomi allucinanti con cui volevamo chiamarlo, c’erano nomi veramente orrendi e aumentavano a dismisura. Ora immaginatevi questa stanza alle 4 di notte e una sfilza di nomi orrendi, poi, all’improvviso, qualcuno se ne esce con una cosa tipo: “ma voi come ve la immaginate la vostra musica?” Ci venne in mente la ruggine. Ecco la nostra musica è un po’ come la ruggine.

Da cosa deriva l’esigenza di scrivere in Italiano, soprattutto in un genere che storicamente funziona di più in Inglese?
Più che un esigenza è stata una necessità. Le parole in italiano arrivano prima. Parliamo tutti benissimo inglese ma non vediamo la necessità di cantarlo. È una lingua che sentiamo meno nostra, perché forzare qualcosa quando non è naturale?

Quali sono le vostre influenze?
Domanda allucinante, è come chiedere ad una persona: nella tua vita quali sono state le esperienze che ti hanno fatto diventare così? Potrei citarvi tutti i gruppi italiani che ascoltiamo, potrei citarvi tutti i concerti a cui siamo stati e comunque lascerei fuori un pezzo; qualcosa di importante. Magari la nostra influenza più grande è Tiziano Ferro e non lo sappiamo neanche noi

Negli ultimi tempi in Tv c’è sempre meno musica e sempre più spettacolo. Basti pensare alla deriva di Mtv che propone sempre più Reality show e addirittura film ma sempre meno Festival, Video, Interviste. Cosa è cambiato rispetto agli anni 90 o i primi 2000?
La televisione, inutile negarlo, è una parte ormai simbiotica di molti stili musicali.
Crediamo che ultimamente si tenda troppo a confezionare un qualcosa che non c’è, la gente non si sofferma più a parlare del suono di una chitarra in un disco o non si concentra più su ciò che una canzone trasmette realmente. Vedo tanta gente farsi scivolare addosso un sacco di cose, soprattutto nelle canzoni. Oggi la maggior parte dei video è incentrata principalmente sulla fisicità e sulla sessualità, riflesso evidente della gran parte della musica dei nostri giorni. Sai cosa? mi viene in mente la frase di una certa canzone a proposito di questo:
Vedi Niccolò la gente non è il mestiere che fa, i vestiti che porta, le scarpe che mette, la roba che ha.

Siete una Band di Perugia. Cosa vi offre la vostra regione? Vi da delle possibilità?
L’umbria è uno spettacolo, tra gruppi ci si conosce un po’ tutti quanti e ci stanno un sacco di musicisti davvero bravi e che spesso (vita permettendo) siamo i primi ad andare a supportare. Sicuramente è una delle regioni con più voglia di fare musica, abbiamo suonato un po’ dappertutto in italia ed ogni volta ci rendevamo conto di quanto in Umbria siamo fortunati. Ci sono un sacco di locali che si impegnano per promuovere i giovani gruppi e un sacco di giovani gruppi che si impegnano a promuovere locali.

Di cosa parlano le vostre canzoni?
Allora, spesso le scriviamo senza pensare ad un tema preciso, ci liberiamo di ogni idea e scriviamo ciò che ci sentiamo in quel momento. Il nostro modo di scrivere testi infatti è molto personale. Un’altra cosa importante è che ci piace parlare di tutto, abbiamo tante cose diverse da dire.

C’è qualche argomento che non trova spazio nei vostri testi perché vi imbarazza particolarmente?
Generalmente non mi sembra. Anzi direi proprio di no

Come giudicate il livello della musica Italiana attuale?
A livello di gruppi siamo abbastanza soddisfatti, ci sono un sacco di gruppi enormi che andremmo a sentire ogni giorno ma soprattutto, anche nel piccolo, ci sono un sacco di gruppi, magari anche meno conosciuti che scrivono davvero belle canzoni. Fino ad un po’ di anni fa sembrava che intorno a noi non ci fosse nessuno che avesse voglia di prendere in mano una chitarra e iniziare a suonare, qualcosa sta cambiando e questo si percepisce.

Quali sono i progetti per il futuro?
Suonare e suonare ancora; abbiamo sempre suonato, da locali sperduti a piccoli eventi. Riteniamo sia di primaria importanza trasmettere il messaggio che si trova nelle nostre canzoni e speriamo vivamente che pian piano sotto al nostro palco ci sia sempre un’altra persona che va ad aggiungersi e che la nostra famiglia diventi sempre un po’ più grande

Nati da un'idea di Lorenzo Raschi e Giovanni Pedercini, gli Alice & Sons prendono il nome dalla batterista Alice Leombruni, la "madre" di tutti gli altri componenti del gruppo. Il primo bassista Nicola Gavini verra' sostituito in seguito da Marco Angelici, che tutt'ora fa parte della formazione ufficiale.

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