Aria su Marte

Abbiamo ascoltato qualche brano da “Oltre il Buio”. Vi diciamo subito che ci è piaciuto.
Da cosa deriva il nome “Aria Su Marte”?
Avevamo bisogno di un nome per iscriverci a un concorso, mancavano dieci minuti alla scadenza del bando e senza pensarci ci siamo iscritti con questo nome. Poi è rimasto. E’ un immagine che ci piace molto

Siete padovani ma avete registrato a Milano con il supporto di Giuliano Dottori. Avevate già le idee ben chiare o vi siete affidati a lui per trovare il giusto arrangiamento?
Ci siamo affidati a lui perchè sentivamo l’esigenza di un occhio esterno, più esperto e navigato di noi, che ci aiutasse  tirare fuori il meglio dalle nostre canzoni. Le canzoni erano già buon punto quando abbiamo iniziato a lavorare con lui, ma in studio lui ha limato tutto il necessario.

Suonate insieme da circa tre anni. Avete raggiunto tutti gli obiettivi fino ad oggi o avete qualche rimpianto?
Ci siamo già tolti qualche bella soddisfazione, ma direi che siamo assolutamente all’inizio del nostro percorso e i veri obbiettivi sono ancora tutti da raggiungere. Allo stesso modo. Nessun rimpianto.

Siete in 4. Siete sempre d’accordo sugli arrangiamenti o avete spesso pareri discordanti?
Abbiamo tutti e 4 ascolti diversi quindi passiamo tante ore in saletta a ragionare sugli arrangiamenti e a confrontarci, però poi dopo che suoni tanti anni insieme impari a conoscerti e a fidarti a vicenda quindi cerchiamo di uscirne sempre tutti soddisfatti.

Qual è la ricetta per una “pacifica” convivenza in una band?
La passione. E la birra

Leggo sulla vostra pagina fb che le vostre influenze sono perlopiù Bluvertigo, Subsonica e Fabi e Gazzè. Tutto molto pop/elettronico e romantico cantautorato. Non c’è spazio per altri generi nel vostro bagaglio?
In realtà quelli sono i riferimenti che avevamo quando abbiamo creato la pagina facebook, che poi ovviamente non abbiamo più aggiornato.
Nonostante la canzone italiana sia ancora molto importante per noi, con il nuovo lavoro, ci stiamo muovendo su territori più vicini all’elettronica e al synth-pop.
Poi nei nostri ascolti c’è tantissimo altro, dal jazz alla techno.

Cosa non vi piace proprio ascoltare?
Il rumore della sveglia.

L’album è un punto di arrivo o di partenza?
“Oltre il Buio” è stato senz’altro il nostro punto di partenza, facendolo abbiamo imparato tantissime cose.
Un vero e proprio punto di arrivo forse non c’è mai, alla fine si è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da dire. Ma sicuramente ora siamo assolutamente concentrati nel nuovo disco, e qullo del breve termine, potrebbe essere un importante punto d’arrivo.

Di cosa parlano le vostre canzoni?
Dipende. A volte sono riflessioni, a volte immagini evocative, altre volte storie che mi colpiscono.
L’importante è che mi e ci riguardino, e che siano oneste. Sennò perde senso fare questa cosa.

In Tv c’è sempre meno musica e tutto si sposta sui social network? I Social sono gli unici strumenti al giorno d’oggi per veicolare la propria musica?
Credo che ormai siamo di fronte a un giro di boa, tutta le novità passano per internet e per i social. Le vere nuove proposte si esprimono e si sviluppano attraverso quella piattaforma. In tv rimangono quasi solo gli strascichi del vecchio pop: i talent e sanremo.

Non siete però su Spotify. Cosa pensate di questa piattaforma? Aiuta o distrugge una band?
Aiuta  sicuramente , non siamo su spotify ma non per una scelta politica. Al momento della pubblicazione avevamo un brano in gara ad un concorso molto importante e non potevamo caricarlo, ma presto ci arriverà

Buoni propositi per il 2016? Come è iniziato l’anno?
E’ iniziato bene, ci sono tante idee nuove e tante cose da finire. E il nostro buon proposito è quello di pubblicare nel miglior modo possibile il nostro primo vero full lenght, sperando di portarlo il prossimo inverno in giro per tutta italia.

Gli Aria su Marte sono Francesco Gambarotto (batteria, voce e parole) i fratelli Andrea e Alberto Zuanon ( rispettivamente voce e chitarra il primo, basso il secondo) e Guglielmo Camporese (tastiere, synth ed elettroniche).
La grande cura sia per le parole che per gli arrangiamenti e i suoni , li portano a chiudersi per oltre un anno e mezzo nella loro sala prove casalinga, nel tentativo di far sfociare le loro quattro personalità musicali diverse in un sound unico.
Ricchi di questo percorso, contattano nell'estate del 2014 Giuliano Dottori, per lavorare con lui alla realizzazione del loro Ep di debutto "Oltre il Buio", uscito ad aprile dell'anno successivo.
L'Ep è accolto positivamente da tutta li critica del settore e li porta a condividere il palco con tanti artisti della scena indipendente italiana come TheGiornalisti e Nadàr Solo, e ad essere selezionati per suonare nel prestigioso HOME Festival di Treviso
Nelle loro canzoni si ritrovano mescolati elementi tipici sia del pop e del cantautorato Italiano, sia momenti di sperimentazione con l'elettronica e suoni di stampo internazionale.
Attualmente sono a lavoro sul loro primo disco.

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