Black Flowers Cafe

Oggi andiamo in Calabria e incontriamo i Black Flowers Cafè.
Abbiamo ascoltato qualche vostro pezzo..
Devo dire che ho difficoltà a capire i titoli delle vostre canzoni. (o almeno quello che leggo sul sito degli amici di Rockit.) Ci date qualche spiegazione in più?
(Gaetano) Tutto parte dal nostro omonimo concept album, in cui l’ascoltatore idealmente affronta un viaggio che inizia con l’intro “Baikonur” , cosmodromo russo e base di lancio più vecchia e utilizzata al mondo, passa per la valle di marte “Ophir Chasma” e continua per varie stelle tra cui la cintura di Orione formata da “Alnitak”, “Alnilam” e “Mintaka” per poi concludersi sulla stella più luminosa “Vega”.
Tra l’altro su Rockit come su altre piattaforme si trova una nuova versione di un pezzo prima citato, “Mintaka ii”, che abbiamo rilasciato come singolo a fine 2015, preludio del nuovo disco in lavorazione.

Suonate spesso live. E’ l’unica soluzione per farsi conoscere?
(Antonio) Il web è ormai intasato da qualsiasi tipo di contenuto, diventa quasi impossibile emergere attraverso il digitale, suonare live rimane dunque il modo migliore per farsi conoscere, e sarà sempre la maniera più “sana” di fare musica.

Girate in lungo e in largo la regione. Alla lunga porta i suoi frutti?
(Gaetano) Certamente! Abbiamo lavorato molto sul live ed è fondamentale proporre la tua musica perché i concerti restano il modo più diretto per arrivare al pubblico, ma a breve inizieremo ad uscire fuori dalla Calabria, che rimane appunto il nostro punto di partenza.

Suonate spesso con altre band? Con quale tipo di band vi piace condividere in palco?
(Antonio) Ogni qual volta si crea la possibilità siamo ben lieti di condividere il palco con chi condivide con noi la passione per quella cosa meravigliosa che è la musica.

Avete un buon seguito sui social. Ormai passa tutto da li?
(Antonio) Non tutto, ma quasi. Consideriamolo come un metodo (probabilmente l’unico) diretto e praticamente immediato, per tenere aggiornate tutte le persone che ci seguono su news, eventi, uscite e tutto ciò che ci riguarda.

Di cosa parlano i vostri brani?
(Fernando) I nostri brani hanno sempre cercato di unire in qualche modo il quotidiano con l’arte, risentono infatti dell’influenza della letteratura in primis ma anche della pittura, cinema e via dicendo. Il nostro disco d’esordio è ricco di rimandi, da Eliot a Coppola, lo stesso vale per i brani che stiamo ultimando.

Cosa pensate di chi usa la musica per fare politica?
(Angelo) Sempre meglio di chi usa la politica per fare musica.

La musica può essere un lavoro al giorno d’oggi?
(Fernando) Si, con molta difficoltà, tanta passione e costanza può essere un lavoro. Noi ci stiamo provando e non ti nascondo che è un investimento notevole in termini economici e di tempo, oltre al fatto di sacrificare i rapporti e rinunciare un po’ a se stessi. Ovviamente ne vale la pena perché le soddisfazioni col tempo sono arrivate e adesso stanno diventando sempre più importanti.

Cosa vi manca per fare il salto di qualità?
(Fernando) Un buon disco! E ci stiamo lavorando parecchio…

Come definite il vostro genere?
(Angelo) Sinceramente? Trovo che sia abbastanza complicato in un panorama dove esistono centinaia di sottogeneri, talvolta esasperati, trovarne uno appropriato. Noi abbiamo coniato “flower/power”, non è un genere e non ha la presunzione di diventarlo, ma stuzzica la curiosità.

L’inglese è l’unica lingua adatta al vostro tipo di musica?
(Angelo) Decisamente. Qualsiasi altra lingua ne cambierebbe metrica e sonorità, sentiremmo canzoni diverse se non fossere cantate in inglese.

Progetti futuri?
(Gaetano) Abbiamo del nuovo materiale su cui stiamo lavorando, speriamo di farlo sentire il prima possibile!

I Black Flowers Cafe sono in quattro e vengono da Cosenza, sospesi tra il Mediterraneo e l'Inghilterra, l’incontro di radici brit con arie e atmosfere art-pop. Muovono i primi vagiti nel 2009, due anni dopo arrivano le prime release: due EP ["Rising Rain" e "Falling Ashes"] in cui convivono, in maniera speculare, approcci sperimentali e richiami post-punk. Una graduale evoluzione del sound li porta, l'anno successivo, al primo omonimo album, registrato da Michele Alessi [Kyle, Captain Quentin, Distape, Maisie].
Arrivano i primi apprezzamenti dall'estero, ottime parole spese da blog stranieri e svariati passaggi in radio d'oltremanica. Rockit inserisce "Alnitak" nella sua compilation del dicembre 2012, e diverse testate applaudono ai suoni del disco: “Cosenza come se fosse Glasgow o un qualsiasi altro luogo del Regno Unito”, i Black Flowers Cafè danno un respiro internazionale al loro sound proveniente dal profondo sud. Attenzione a loro." [Dance Like Shaquille O'Neal].
Nell'agosto 2013 registrano al Kaya Studio (già casa di Brunori SAS e Dimartino) due nuovi pezzi, che danno forma a un nuovo singolo, "be/polar", che vede la luce il 10 gennaio del 2014. Il 18 novembre 2015 esce il nuovo singolo 'Mintaka ii', disponibile in free download dal 2 dicembre e preludio del nuovo disco in lavorazione.

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