Blindur

Blindur.
Siete un duo ma non serve altro alla vostra musica. Vi piacerebbe inserire qualcosa alla vostra strumentazione?
Ma per come siamo maniaci e malati di musica, aggiungeremmo di tutto, dal basso, al pianoforte, da violino / violoncello, a corno / trombone. tanto è vero che spesso durante i live si aggiungono a noi amici musici di ogni forma e misura.

Avete anche un banjo. Strumento che personalmente amo. Vi definite Folk o pensate che il vostro genere sia totalmente diverso?
Totalmente diverso sarebbe da pazzi, qualcuno ci ha definiti post folk, qualcuno indie folk, altri nu folk, i più azzardati electro folk… insomma davvero per tutti i gusti, però l’espressione folk resiste comunque.

Non suonate insieme da tanto. Corretto? Ma un sacco di esperienze Live. E’ questo l’ambiente dove siete di più a vostro agio?
Ad essere onesti insieme suoniamo da quasi 11 anni; abbiamo militato in un paio di band insieme, ma solo poco meno di 2 anni fa è partito il duo vero e proprio. siamo nati praticamente sul palco, ogni volta che aggiungiamo qualcosa di nuovo al set up o che arrangiamo un nuovo brano, viene immediatamente provato live ed è li che poi si definiscono le idee. siamo talmente live che sia il nostro primo Ep che il disco in lavorazione sono dal vivo! fai un po’ tu…

Ho visto che avete suonato anche all’estero. Come mai in Italia c’è poco spazio per questo tipo di musica, mentre all’ estero a partire dai Mumford & Son il genere è giudicato stiloso e funziona?
Forse è una questione di radici / tradizione: negli Usa o in Inghilterra la musica folk è parte imprescindibile della loro cultura, addirittura direi della loro storia; noi siamo figli del bel canto, del cantautorato impegnato, del culto estremo della parola etc etc. Sicuramente in Italia il folk non diventerà mai al pari della musica leggera, ma da una trentina d’anni a questa parte ha un suo spazio e forse, cercando il punto d’incontro tra la tradizione folk e la nostra forma canzone, si riesce ad ottenere qualcosina in più.

Avete già vinto parecchi premi, quali sono i vostri obiettivi ora?
Uno su tutti è mettere fuori il disco; poi ovviamente cercare di suonare sempre di più, allargare il nostro giro, continuare a salire, se possibile, la china degli indipendenti.

Quali sono le vostre influenze?
Da Dylan ai Sigur ros, dai Low anthem a Dalla, dai Local natives ai Ramones, dagli Mgmt ai National, da Bjork ai Tre allegri ragazzi morti; potremmo continuare quasi all’infinito.

Qual è il genere che preferite (oltre al vostro) e quale proprio non sopportate?
Per Massimo certamente il nu folk, il post rock e il punk; per Micki il country, l’indie rock, la west coast, ma di massima spesso ci piacciono le stesse cose così come quelle che non ci piacciono: Pupo, Gigi D’Alessio, i Pooh, i neomelodici, amici vari etc etc.

Avete la possibilità di regalare un biglietto del vostro concerto ad una persona. Senza limiti di fantasia.. chi invitereste?
Se invitassimo Lennon non verrebbe mai, Syd Vicious combinerebbe sicuramente casini dopo i primi 3 pezzi, Shane McGowan passerebbe la serata al bar, quindi diremmo Jonny Cash e Sam Smith anche solo per avere la loro benedizione, oppure Damon Albarn con Mc Cartney e Bono Vox (ma l’accredito lo lasciamo ramone + 2 per un fatto di rispetto) solo per dire dal palco “sappiamo che in sala ci sono un paio di amici e li vogliamo invitare su con noi per un pezzo insieme!”.

Cosa pensate delle band che partecipano a Talent Show?
Lo stesso che pensiamo delle persone che non possono pagare le bollette e partecipano ai quiz a premi… che gli vuoi dire? onestamente non crediamo che quella roba abbia a che fare con la musica, piuttosto con la televisione, lo spettacolo, un po’ tipo Sanremo. se suoni roba televisiva e se ti senti portato per balli di gruppo, tutine colorate, recitazione etc, allora è un’ottima strada. la musica è un’altra cosa.

Pensate che il business della musica sia finito con Napster o che era già defunto da tempo?
Secondo noi è un po’ un mito/cazzata sta cosa che i soldi nella musica non girano più, che non si vendono più i dischi, che c’è la crisi. provate a chiedere ad una major quanto spende per produrre un disco per uno dei “big”; provate a chiedervi i 300000 € previsti da contratto per i vincitori dei talent dove vanno. forse la vera domanda è perchè non si investe più un cazzo nella musica nuova, perchè si pesca sempre più raramente nella scena indipendente, perchè i media o chi per essi tentano in tutti i modi di ammazzare la curiosità delle persone, ma di questo passo potremmo arrivare ai massimi sistemi. in definitiva secondo noi la questione è che i soldi ci sono e sono pure parecchi, ma così come per la politica, vanno solo in certe direzioni.

Quale potrebbe essere la soluzione per riportare la musica nel ruolo che merita?
Una legge che preveda l’obbligo di diffusione di musica emergente, una demolizione e ricostruzione di un ente per la gestione dei diritti d’autore che possa sostenere maggiormente l’arte, l’esenzione dalle tasse dei club in cui si propone musica inedita, più spazio a programmi in radio e tv che parlino di musica e non di puttanate (magari senza relegarli in orari da psicopatici), il riconoscimento statale dello status di musicista (non solo chi esce da un conservatorio con un pezzo di carta). già queste quattro cose darebbero una bella scossa vitale alla povera musica italiana.

Blindur è un duo nato nella primavera del 2014 da Massimo De Vita, cantautore, polistrumentista e produttore; e Michelangelo Bencivenga, polistrumentista.
Il duo napoletano nei primi 18 mesi circa di attività ha già collezionato più di 100 concerti tra Italia, Francia e Irlanda, prendendo parte ad importanti festival internazionali come ad esempio il Body and Soul a Westmeath; prodotto un ep dal vivo "Casa lavica live session"; vinto l'edizione 2014 del premio Donida, il premio Muovi la Musica 2015, il premio Pierangelo Bertoli 2015; il premio Fabrizio De Andrè 2016; è attualmente tra i semifinalisti del premio Buscaglione e tra i 40 convocati per Musicultura; ha aperto i concerti di numerosi artisti del panorama indipendente italiano come Tre allegri ragazzi morti, Dellera, Dimartino, Giorgio Canali e Rossofuoco, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), il Disordine delle cose. Blindur ha collaborato in ambito internazionale con artisti irlandesi come Johnny Rayge, con il quale ha realizzato un mini tour di 11 date in Italia nel novembre 2014; ha condiviso il palco con il poeta e cantautore canadese Barzin nella data napoletana del suo ultimo tour europeo; ha inoltre lavorato con Birgir Birgisson, storico fonico e produttore di Sigur ros e non solo.
Il sound del duo si ispira alle atmosfere del folk e del post rock, con un piede a Dublino e l'altro a Reykjavík; già dal nome si intuisce l'amore per il nord Europa, infatti Blindur è una parola islandese. Per quanto riguarda i testi invece, il riferimento è sicuramente la tradizione e la poetica del cantautorato italiano, quello più moderno e alternativo in particolare. Nonostante siano solo 2 i musicisti in scena, il suono è ricco e articolato e l'ampio set up (chitarre acustiche ed elettriche; banjo; glockenspiel; effettistica ed elettronica minimale; cassa, rullante e tamburello, il tutto rigorosamente a pedale) contribuisce a dare la sensazione di stare ascoltando una band al completo. Il trucco è semplicemente godersi il tutto ad occhi chiusi..

Video